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Depressione: il male oscuro di cui nessuno parla

A cura della dott.ssa Giusi Dangelico, “dottoressa in psicologia”

 

Di depressione se n’è sentito parlare diffusamente e in diversi modi, in molti lo fanno definito: il male oscuro, il cancro dell’anima, il tunnel senza uscita.

La depressione però ha diverse forme differenziate a seconda dell’intensità di quello che sembra un umore basso, una mancanza di stimoli e gioia di vivere. Molti professionisti psicologi, psicoterapeuti e psichiatri hanno dedicato studi e ricerche su questo fenomeno.

Il dottor Micheal Yapko che da oltre 40 anni studia il fenomeno ci ricorda una distinzione fra Depressione maggiore e unipolare, diversa dal SAD e dalla depressione bipolare,

Con il termine SAD, che per ironia della sorte in inglese significa “TRISTE” è l’abbreviazione di Seasonal Affective Disorder, ossia Disordine Affettivo Stagionale, riconosciuto come tale ufficialmente negli anni ’80. Il Disordine emerge durante i cambi di stagione e provoca ansia, irritabilità, pigrizia, malinconia, stanchezza, mal di testa, insonnia o caso in caso contrario ipersonnia, tutte caratteristiche si quella che possiamo definire lieve depressione. In Italia è stata sperimentata da tre milioni di persone, per cause oggettive come i cambiamenti di luce durante le giornate che possono influenzare la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina e di ormoni quali la melatonina, alterando i normali ritmi biologici.

Il SAD è provocato da scarsi livelli degli ormoni che governano il ciclo circadiano. Nell’organismo è la ghiandola pineale a controllare l’orologio biologico del corpo e i ritmi sonno-veglia. Questa ghiandola reagisce all’alternanza periodica di buio e luce che l’occhio recepisce e trasmette. La pineale esercita il suo controllo attraverso una sostanza o molecola chiamata melatonina, che produce soprattutto di notte, durante il sonno, regolando il ritmo circadiano.

Le più recenti ricerche sul SAD sono concentrate proprio sulla fondamentale interazione tra luce e melatonina. Ne è riprova il fatto che la Sindrome Affettiva Stagionale è diffusa soprattutto nei Paesi dove la quantità annua di luce solare è inferiore rispetto ai paesi più freddi come il Canada, l’Islanda e i Paesi Scandinavi. Per questo una delle terapie più utilizzate per curarla è l’esposizione quotidiana, per almeno un’ora, alla luce solare o a luci particolari che riproducono esattamente quella del sole. Anche l’alimentazione di chi soffre di SAD richiede particolari attenzioni: limitazione nell’assunzione quotidiana di calorie, pasti piccoli e nutrienti a base di cereali integrali, carni magre, pesce, frutta e verdura, drastica riduzione di zuccheri raffinati e caffeina, divieto di bere alcolici sono alcune delle regole da seguire.

Questa sindrome può essere meglio contenuta attraverso l’assunzione del magnesio, un minerale che si trova in natura e si può assimilare attraverso cibi che lo contengono come cioccolato, fagioli, piselli, cereali integrali e altro e che spesso a causa di una alimentazione scarsa di questi alimenti può essere integrata con il cloruro di magnesio che ancor meglio agisce negli stati di ansia e iperemotività.

È importante sapere che altri tipi di depressione devono necessariamente essere supportati da psicoterapia al fine di riconoscere le distorsioni cognitive, di cui un altro grande psichiatra ci parla, il dottor Beck, per correggere dei pensieri che non sono funzionali e non può sostituire gli psicofarmaci. Nelle forme più lievi e preventive invece il cloruro di magnesio può rivelarsi un supporto e alleato molto valido.

Giusi Dangelico.

Dottoressa in psicologia. www.giusidangelico.it

cell 392 920 14 03

Riceve a Bari, Verona, via Skype.